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Ma che cos'è un'identità visiva ?

Spesso si tende erroneamente a considerare il solo marchio l’abito completo per un'attività . L’identità visiva è quel sistema che va a supportare i marchio e a rendere la sua comunicazione sempre riconoscibile e coerente rispetto a quello che è il suo messaggio e la sua strategia .
In sostanza si tratta di un sistema visivo fatto di colori, lettering, linee, forme e tipologie di immagini che vanno a riflettere visivamente carattere e personalità .
Il focus del tutto è sempre in funzione della sua comunicazione: ovvero cosa comunicare, come e a chi .

Come si costruisce ?

1.    Analisi .

Il primo passo è una fase di analisi, ovvero uno studio specifico su settore, categoria e target, una lente d’ingrandimento fino ad arrivare a definire la nicchia di mercato .
Gli strumenti più utilizzati sono Google, Google Immagini, Google Trends, Answer the public e tutti i siti, i portali web, i blog, le pagine ed i gruppi su Facebook, i canali YouTube e tutto quello che si riesce a trovare online ed offline (libri, riviste, cataloghi, prodotti, negozi, luoghi di riferimento) relativo alla nicchia .


Questo lavoro di ricerca è sempre essenziale per andare a definire con chiarezza qual’è il target specifico di riferimento e soprattutto come questo target percepisce, definisce e sente il settore e la categoria .
Questa fase si conclude con lo stilare la lista di attributi e valori principali del brand .

2.    Brainstorming .

Successivamente c’è la fase di brainstorming, una tecnica creativa di gruppo che serve a far emergere idee che vanno a risolvere un problema, nel nostro caso la definizione di due “strade” differenti da intraprendere per la costruzione del marchio .
Si tratta di idee, concept creativi non ancora elaborati graficamente che emergono dopo aver costruito una vera e propria mappa mentale composta da parole chiave, concetti, valori, immagini e pensieri che riguardano il brand .
Una sorta di mood board, una tavola di stile .

3.    Test .

Poi arriva la fase di test che serve a testare la comunicazione di questi concept .
Come vengono percepiti ?
Come vengono visti ?
Funzionano davvero ?
Il test si può applicare online sui social media ed offline su qualsiasi tester, ma di base più rientra nel target specifico, più il test sarà mirato ed efficace .
Come si fa ?
Si mostrano le due idee con dei semplici bozzetti (non ancora elaborati graficamente) e si pongono domande rivolte esclusivamente alla loro comunicazione e percezione .
La risposta a questi test è estremamente utile per capire quale strada intraprendere .

4.    Marchio .

Una volta definita la strada che sembra essere la più efficace, chiara e funzionale, si passa alla vera e propria costruzione del marchio .


C’è la costruzione vera e propria di un segno che dovrà il più possibile rappresentare, differenziare e far ricordare il brand .
Si inizia con dei disegni a mano su carta o tavoletta grafica e si finalizza il tutto in digitale costruendo il marchio in vettoriale .
Gli strumenti utilizzati sono i programmi professionali di grafica vettoriale come Illustrator, della suite Adobe .
Questa fase non è mai troppo breve : si tratta di un vero e proprio percorso, in continuo equilibrio tra gli aspetti funzionali e puramente costruttivi che possono rendere il marchio efficace dal punto di vista tecnico e quelli comunicativi che riguardano la percezione e la comunicazione del marchio stesso .
Una volta stabilito il marchio definitivo, si prepara poi un vero e proprio pacchetto completo di file digitali del marchio adattato in ogni versione, ogni formato, ogni variante e pronto alla stampa e alla pubblicazione .

5.    Colori .

Si definisce una vera e propria palette di colori, che si scelgono e si combinano sempre in base a criteri specifici .


Ad esempio il colore giallo : definito degli esperti di percezione visiva “secco” (non caldo ma neanche freddo), evoca il concetto di design (stile, progettualità e lavoro), mantiene alta ed attiva l’attenzione (stimolandola alla comprensione) ed è preferito in una percentuale molto vicina dal pubblico femminile e maschile (e non viene associato a nessuno dei due) .
Possono affiancarlo e supportarlo dei colori estremamente neutri e versatili, che riescono a dare risalto al giallo e ad adattarsi a qualsiasi tipologia di immagine, soprattutto quella dai colori vivi dalla luce intensa e con tonalità brillanti .

6.    Lettering .

Si definisce poi il lettering, ovvero il carattere o i caratteri che verranno utilizzati in ogni declinazione che necessiterà di testo .
Dal punto di vista tecnico devono garantire chiarezza, leggibilità e declinabilità .
Ad esempio, per evocare eleganza e razionalità, si può utilizzare un carattere proporzionato, regolare, con grazie sinuose ma stabili .


Per evocare estrema semplicita e minimalismo, si può scegliere un carattere light e senza grazie, dalle linee estremamente semplici e pulite .


7.    Tipologia di immagine .

Si definisce poi una tipologia di immagine precisa che andrà a rappresentare il brand ovunque ci sia bisogno di immagini e che supporterà la sua comunicazione in modo coerente .
Forse un esempio molto chiaro potrebbe essere la tipologia di immagine che utilizza il colosso Apple per presentare tutti i suoi prodotti (che tra l’altro, piccola parentesi, era stata utilizzata in passato anche dalla nostra cara Olivetti) .


Lo still life assoluto (ovvero il fondo bianco), i colori vivi e brillanti, la luce intensa, il fatto che siano ripresi a soggetto intero .

8.    Linee e forme .

Sono le linee e le forme grafiche che vengono stabilite a supporto di qualsiasi tipo di comunicazione, sia sul web che su declinazioni stampate .
Ad esempio, se si vogliono comunicare percezioni legate alla “tecnologia”, alla “scienza” e a qualcosa di schematico si utilizzano linee rette con angolature precise .
Se invece, al contrario, si vogliono comunicare percezioni “morbide”, più “creative”, “libere da schemi” e più friendly si utilizzano linee curve o disegnate a mano senza alcun tipo di angolatura .
Stessa processo per quanto riguarda le forme: per il primo caso si utilizzano forme geometriche con angoli e per il secondo forme morbide senza alcun tipo di angolatura, cerchi ellissi o forme disegnate a mano libera .

9.    Manuale .

Conclusa questa fase abbiamo costruito l’identità visiva completa e dobbiamo andarla a presentare e definire in un vero e proprio manuale, che spiegherà la scelta di ogni singolo elemento con una vera e propria guida per l’utilizzo .
Il manuale è corredato dal materiale digitale (come il carattere tipografico completo, i codici cromatici dei colori e le immagini complete ovviamente di licenze) e la sua funzione è proprio quella di garantire la coerenza nella comunicazione e di essere uno strumento utile per qualunque operatore o addetto ai lavori che avrà a che fare con il marchio e l’identità visiva del brand .

10.    Declinazione .

Ultima fase è quella della declinazione, ovvero curare ogni singolo canale in cui il brand sarà presente .
Si analizzano tutti i canali, sia nel web (ovvero i portali, il sito web ufficiale, le landing page, le pagine dei social media) che nella stampa (dal semplicissimo biglietto da visita alla brochure informativa o pubblicitaria) .
Questa fase è fondamentale per chiudere il cerchio e garantirne la coerenza .


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